Solleciti e recupero crediti

Solleciti di pagamento e recupero crediti: come farsi pagare dai clienti dello studio

Chiedere a un cliente di pagare mette a disagio, soprattutto quando lo segui da anni. Una sequenza decisa una volta per tutte toglie l'imbarazzo: qui trovi come impostarla, sei modelli da adattare e cosa fare quando i solleciti non bastano.

Giacomo BrayAggiornato il · 5 min di lettura

In molti studi i solleciti partono quando qualcuno se ne ricorda: a fine mese, tra una scadenza fiscale e l’altra, spesso dopo settimane. E più passa il tempo, più la telefonata diventa difficile.

Quasi sempre il problema non è il cliente che non vuole pagare. È che nessuno ha deciso prima cosa fare, e quando.

Prima della scadenza

Molti ritardi si evitano prima ancora di dover sollecitare.

  • Termini chiari nella lettera d’incarico: compenso, rate, scadenze e modalità di pagamento, scritti nero su bianco.
  • Fatture e avvisi puntuali: se la fattura parte in ritardo, anche il pagamento arriverà in ritardo.
  • Un promemoria qualche giorno prima della scadenza: molti ritardi sono semplici dimenticanze.
  • Un modo semplice per pagare: un link nella email, oppure l’addebito diretto SDD per i compensi ricorrenti.

Una sequenza da decidere una volta

Decidi una sequenza e applicala a tutti, tranne ai clienti che preferisci seguire di persona. Per esempio:

  • 3 giorni prima della scadenza: promemoria;
  • 5 giorni dopo: primo sollecito;
  • 15 giorni dopo: secondo sollecito, con la proposta di un piano di rientro;
  • 30 giorni dopo: ultimo avviso;
  • se non arriva risposta: diffida via PEC, poi il legale.

Non esiste una sequenza giusta per tutti. Conta che sia la stessa per tutti i clienti e che parta da sola, senza aspettare che qualcuno trovi il tempo.

Sei modelli da adattare

I modelli danno del Lei: se con un cliente vi date del tu, adattali. Sostituisci i campi tra parentesi quadre.

1. Promemoria prima della scadenza

Oggetto: Promemoria: fattura n. [NUMERO] in scadenza il [DATA]

Gentile [NOME],

le ricordo che la fattura n. [NUMERO] di [IMPORTO] € scade il [DATA]. La trova in allegato e può pagarla da qui: [LINK].

Se ha già provveduto, non tenga conto di questo messaggio.

Cordiali saluti,
[FIRMA]

2. Primo sollecito

Oggetto: Fattura n. [NUMERO] non ancora saldata

Gentile [NOME],

dai nostri controlli la fattura n. [NUMERO] di [IMPORTO] €, scaduta il [DATA], non risulta ancora pagata. Sarà sicuramente una svista: le allego di nuovo la fattura, e qui trova il link per pagare: [LINK].

Se c’è qualcosa che non torna, mi scriva pure.

Cordiali saluti,
[FIRMA]

3. Secondo sollecito, con piano di rientro

Oggetto: Secondo sollecito: fattura n. [NUMERO]

Gentile [NOME],

la fattura n. [NUMERO] di [IMPORTO] €, scaduta il [DATA], risulta ancora da saldare nonostante il sollecito del [DATA SOLLECITO].

Le chiedo di provvedere entro 10 giorni. Se in questo momento le è più comodo pagare a rate, possiamo concordare un piano di rientro: basta rispondere a questa email.

Cordiali saluti,
[FIRMA]

4. Ultimo avviso

Oggetto: Ultimo avviso: fattura n. [NUMERO]

Gentile [NOME],

la fattura n. [NUMERO] di [IMPORTO] €, scaduta il [DATA], è ancora da saldare e non abbiamo ricevuto risposta ai solleciti precedenti.

Le chiedo di regolarizzare il pagamento entro 10 giorni. In mancanza, dovremo inviarle una diffida formale e applicare gli interessi di mora previsti dal D.Lgs. 231/2002.

Resto disponibile a concordare un piano di rientro.

Cordiali saluti,
[FIRMA]

Gli interessi di mora del D.Lgs. 231/2002 valgono con imprese e professionisti: con i clienti privati togli quel riferimento.

5. Diffida ad adempiere, via PEC

Oggetto: Diffida ad adempiere: fattura n. [NUMERO]

Spett.le [CLIENTE],

con la presente la diffidiamo a pagare la somma di [IMPORTO] €, dovuta per la fattura n. [NUMERO] del [DATA], scaduta il [DATA SCADENZA] e non saldata nonostante i nostri solleciti, oltre agli interessi di mora maturati.

Il pagamento dovrà avvenire entro 15 giorni dal ricevimento della presente, sul conto [IBAN]. In mancanza, affideremo il recupero del credito a un legale, con ulteriori spese a suo carico.

Distinti saluti,
[FIRMA]

6. Dopo il pagamento

Oggetto: Pagamento ricevuto: fattura n. [NUMERO]

Gentile [NOME],

le confermo che abbiamo ricevuto il pagamento della fattura n. [NUMERO]. Grazie.

Cordiali saluti,
[FIRMA]

Sembra superfluo, ma dopo un sollecito chiude la questione e tiene sereno il rapporto.

Quando i solleciti non bastano

Il piano di rientro

Se il cliente vuole pagare ma non riesce a farlo tutto insieme, dividere il debito in rate è quasi sempre meglio che arrivare al legale: recuperi il credito e non perdi il cliente. Metti l’accordo per iscritto, con importi e scadenze, e fallo firmare. Se puoi, incassa le rate con l’SDD, così non devi chiederle una per una. E se il piano salta, l’accordo firmato è anche una prova del debito.

Il legale

Se il cliente non risponde, o non rispetta gli accordi, è il momento del legale. Per i compensi professionali la strada più comune è il decreto ingiuntivo, che il giudice emette sulla base di prove scritte come la lettera d’incarico, le fatture o la parcella con il parere di congruità dell’Ordine. Il tuo legale ti dirà cosa serve nel tuo caso.

In ogni caso conserva tutto: solleciti inviati, risposte, accordi, con le date. Più lo storico è in ordine, più veloce sarà il lavoro del legale.

Con Tonay

Con Tonay decidi una volta quando e come sollecitare, anche con regole diverse per gruppi di clienti, ed escludi chi vuoi seguire di persona. I messaggi partono dal dominio dello studio, con il tuo logo, la fattura in allegato e il link per pagare con SDD, carta o bonifico. Appena il pagamento arriva, i solleciti successivi si fermano.

Quando serve, proponi un piano di rientro che il cliente firma online, e le rate vengono addebitate con l’SDD. Tonay conserva solleciti, risposte e accordi con data e ora, e se bisogna passare al legale lo storico si esporta in un unico documento.

Domande frequenti

Dopo quanti giorni conviene mandare il primo sollecito?

Pochi giorni dopo la scadenza, per esempio cinque. Prima ancora, un promemoria qualche giorno prima della scadenza evita molti ritardi dovuti a semplici dimenticanze.

Quanti solleciti prima di passare al legale?

Di solito tre o quattro, l'ultimo dei quali è una diffida via PEC. Prima del legale conviene sempre proporre un piano di rientro.

I solleciti si possono mandare via email?

Sì, promemoria e solleciti possono partire per email. Per la diffida usa la PEC, che ha lo stesso valore di una raccomandata con ricevuta di ritorno.

Posso chiedere gli interessi di mora?

Con imprese e professionisti sì, in base al D.Lgs. 231/2002. Con i clienti privati quel decreto non si applica.

Un piano di rientro firmato online è valido?

Sì. È un accordo scritto che puoi usare come prova del debito. Con una firma elettronica avanzata o qualificata il suo valore come prova è ancora più forte.

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