Comunicazioni

Email e WhatsApp con i clienti: come non perdere più una richiesta

Un cliente scrive alla collaboratrice che è in ferie, un altro manda un vocale sul cellulare del titolare, un terzo risponde a una email di sei mesi fa. Alcune regole semplici per non perdere più niente.

Giacomo Bray · 3 min di lettura

I clienti scrivono come vogliono e a chi vogliono. Non è colpa loro: di solito nessuno gli ha mai detto dove scrivere. Il risultato sono richieste sparse tra le caselle dei collaboratori, chat sui cellulari personali e documenti che nessuno trova quando servono.

Un numero WhatsApp dello studio

Se i clienti scrivono sui numeri personali dei collaboratori, le conversazioni restano a chi ha il telefono: se va in ferie o cambia lavoro, se le porta via. Meglio un numero dello studio su WhatsApp Business, comunicato a tutti i clienti come canale ufficiale e seguito da più persone.

Caselle per funzione

Lo stesso vale per la posta. Accanto alle caselle personali conviene avere caselle condivise per le funzioni che si ripetono, come l’amministrazione o la raccolta dei documenti, da indicare ai clienti per quelle richieste. Così, se una persona è assente, qualcun altro vede il messaggio.

Ogni richiesta nella scheda del cliente

La regola più utile è anche la più semplice: qualunque cosa arrivi, da qualunque canale, finisce nella scheda del cliente, con gli allegati. Prima di richiamarlo, chiunque nello studio deve poter vedere in un minuto cosa ha chiesto, cosa ha mandato e cosa sta aspettando.

Risposte pronte per le domande frequenti

Molte richieste si ripetono: la scadenza di un F24, un documento da mandare, lo stato di una pratica. Scrivere una volta delle risposte chiare, nel tono dello studio, fa risparmiare tempo e rende le risposte uguali per tutti i clienti, chiunque le mandi.

Tempi di risposta chiari

WhatsApp crea l’aspettativa di una risposta immediata. Dire ai clienti entro quando rispondete, per esempio entro un giorno lavorativo, toglie pressione ai collaboratori e i clienti sanno cosa aspettarsi. Un messaggio automatico fuori orario aiuta.

Due attenzioni sulla privacy

  • I collaboratori. Se lo studio collega o consulta le caselle dei collaboratori, deve informarli prima, nel rispetto delle norme sui controlli a distanza.
  • I clienti. L’informativa privacy dello studio deve tenere conto anche dei canali usati per comunicare, e i documenti scambiati in chat vanno archiviati nel fascicolo del cliente, non lasciati sui telefoni.

Con Tonay

Con Tonay colleghi le caselle Microsoft 365 dello studio, anche quelle condivise, e il numero WhatsApp Business. Ogni messaggio, con i suoi allegati, finisce nella scheda del cliente a cui si riferisce, anche se ha scritto a persone diverse dello studio. Prima di richiamarlo trovi in poche righe cosa ha chiesto, cosa ha promesso e cosa deve ancora, e per le richieste più frequenti Tonay prepara le risposte.

Domande frequenti

Meglio WhatsApp o email con i clienti?

Dipende dalla richiesta. WhatsApp va bene per comunicazioni brevi e per ricevere documenti al volo; l'email resta il canale per le comunicazioni formali e per gli allegati da conservare. L'importante è che entrambi finiscano nello stesso posto.

Serve WhatsApp Business?

Per un numero dello studio gestito da più persone sì: permette di avere il profilo dello studio, i messaggi automatici fuori orario e di collegare il numero ad altri strumenti con le procedure ufficiali di Meta.

Devo informare i collaboratori se collego le loro caselle?

Sì, prima di farlo, nel rispetto delle norme sui controlli a distanza.

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